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I coccidi costituiscono un ampio gruppo di protozoi parassiti intracellulari che interessano numerosi vertebrati ed un limitato numero di invertebrati; il nome Coccidium fu proposto da Leuckart (1879) in riferimento alla somiglianza con le bacche che hanno le oocisti di questi parassiti.
Tassonomicamente questi protozoi sono sono organismi appartenenti ai generi Eimeria e Isospora. Nella maggior parte dei Cardellini vi sono coccidi che si nutrono e si riproducono e che infestano senza causargli danno apparente, ecco l'importanza dell'alimentazione + bilanciata possibile e gabbia riparate da correnti d'aria. Il Cardellino quindi continua una vita normale, non accusa disturbi di alcun genere e diffonde le uova dei parassiti con le proprie feci. La coccidiosi nel Cardellino sembra essere al primo posto tra le cause dei decessi e se non viene curata in breve tempo porta alla morte.
Nella replicazione di questi protozoi si susseguono due fasi essenziali: una interna al povero volatile, come detto precedentemente, finalizzata alla moltiplicazione massiva del parassita che termina con la espulsione delle oocisti ed una esterna all'ospite, durante la quale le oocisti in adatte condizioni di umidità, temperatura ed ossigenazione, sporulano e diventano infettanti per gli altri compagni, per questo appena si riscontra un soggetto (impallato) la prima cosa da fare è isolarlo e controllare il ventre.
I sintomi principali della Coccidiosi:
Poiché i coccidi sono invisibili a occhio nudo, l'unico modo per diagnosticarli è eseguire un esame microscopico delle feci, un tipo di test molto importante in ogni caso di diarrea. I coccidi possono essere emessi con le feci in modo intermittente, perciò un singolo test sulle feci negativo non esclude la presenza del parassita. In caso di dubbio, quindi, si può ripetere l'esame, o eseguire direttamente il trattamento.
Vi sono molti tipi di farmaci in grado di combattere efficacemente questo parassita. Oggi è disponibile un farmaco, Baycox o Esb3 che contengono il toltrazulril, che è efficace più rapidamente e con un numero di trattamenti (2-3) molto più ridotto dei tradizionali sulfamidici (Coccidiol, Sulfac), che vanno somministrati per almeno 7-10 giorni continuativamente e che servono perlopiù al non proliferare della coccidiosi. È anche importante rimuovere le feci dalla gabbia giornalmente, prima che i parassiti che contengono possano contaminare l'ambiente.
La terapia:
Prodotto Baycox 2,5%
Dose 1,5-2ml/1 lt acqua
Durata 3 gg / 2 riposo / 3 gg
Note oppure 3 gc in 100 ml acqua 5 gg / 2 riposo /5gg
Per cui durante i 2gg di riposo uso somministrare vitamina A-E-K con Nekton Q.
Nekton Q, tutti gli uccelli sottoposti a temporanei trattamenti a base di antibiotici, hanno bisogno di un supporto come quello dato questo integratore multivitaminico. Gli antibiotici causano spesso una cattiva sintesi delle vitamine da parte dei batteri intestinali causando fenomeni di ipo o avitaminosi. L'extra menadione aiuta a combattere gli effetti negativi degli antibiotici sui globuli e sulla coagulazione del sangue.
E' importante che i locali/gabbie siano sempre puliti ed eventualmente somministrare almeno nei periodi precove un trattamento per la prevenzione della coccidiosi.
Cardellino con ventre a taglio.